Benvenuti nel viaggio post-moderno della triade più famosa della letteratura italiana. Accantoniamo per un attimo la solennità delle terzine incatenate: se oggi Dante Alighieri tornasse sulla Terra, scortato dalla sapienza di Virgilio e dalla grazia inarrivabile di Beatrice, il risultato non sarebbe un trattato teologico, ma una commedia esilarante sul tragico spettacolo del nostro presente.
Andiamo per atti.
Atto I – Inferno: La Giungla Urbana e l’Abisso Digitale
Immaginate i tre al centro di un incrocio metropolitano nell’ora di punta. Sirene che urlano, automobilisti sul piglio del crollo nervoso, e un’orda di passanti chinati sugli smartphone senza guardare dove camminano.
DANTE: (Aggiustandosi il cappuccio e schivando un monopattino a cinquanta all’ora) «O Mastro mio, qual folle selva è questa? Non v’ha né quercia né pino, ma torri di vetro che toccano le nubi, e le genti camminano a capo chino, vagando senza sguardo come gli ignavi del vestibolo! In che girone siamo precipitati?»
VIRGILIO: (Aggiustandosi la toga con supremo distacco e consultando un tablet) «Calmati, o Durante. Questo non è un girone, benché ne abbia tutta la puzza. Questa si chiama metropoli. E le anime che vedi piegate con la cervice reclinata su quei piccoli rettangoli luminosi non sono punite da mosconi o vermi: sono gli Iper-Connessi. Soffrono d’ansia da notifica, pena assai peggiore del fango di Ciacco.»
DANTE: «E quell’uomo là dentro la sua gabbia di metallo che urla blasfemie al semaforo rosso? È forse tra i violenti contro il prossimo?»
BEATRICE: (Sospirando con celestiale pazienza, fluttuando un centimetro sopra l’asfalto per non sporcarsi la veste) «No, Dante. È solo un pendolare in ritardo per una riunione che si poteva risolvere con una semplice e-mail. Ma osserva la loro brama: non accumulano più l’oro come i nostri vecchi avaracci, bensì i Like. Scambierebbero la salvezza dell’anima per un video virale.»
VIRGILIO: «Gia. Se Caronte vedesse come si stipano sui mezzi pubblici nelle ore di punta, andrebbe in pensione anticipata per manifesta inferiorità gestionale.»
Atto II – Purgatorio: La Fiera delle Illusione e della Transizione
Spostatisi in un centro commerciale di ultima generazione, tra palestre aperte 24 ore su 24, beveroni detox e corsie dedicate all’alimentazione biologica.
DANTE: «Per mia fede, Virgilio! Qui si respira un’aria di penitenza. Veggo gente che corre su nastri di gomma che non portano in alcun luogo, sudando copiosamente e soffrendo nell’aspetto. Sono forse i superbi che portano pesanti macigni sulle spalle per emendare la carne?»
VIRGILIO: «Tutt’altro, Poeta. Quella si chiama CrossFit. Paganamente pagano per soffrire, convinti che così il loro corpo mortale durerà in eterno. È una forma di purgazione estetica: espiano i carboidrati assunti nel fine settimana.»
BEATRICE: «E notate come cercano la purificazione: acquistano erbe miracolose in barattoli di plastica, vaneggiando di “detox” e di “sostenibilità”, mentre lasciano la propria anima del tutto priva di virtù. Ahi, stoltizia umana! Vogliono salvare il pianeta con una cannucce di carta, ma sbranerebbero il vicino per un posto auto!»
DANTE: «Ma allora la montagna del Purgatorio è stata spianata per far posto a questo tempio del consumo? Dove sono i salmi? Dove l’umiltà?»
VIRGILIO: «I salmi sono stati sostituiti dai podcast sulla crescita personale, o Durante. E l’umiltà è morta quando hanno inventato i filtri per il viso. Avanziamo, ch’è meglio, prima che ti chiedano un selfie e tu debba spiegare perché indossi una corona d’alloro nel 2026.»
Atto III – Paradiso: Le Nuvole Artificiali e la Luce Senza Grazia
Sulla terrazza panoramica di un grattacielo ad alta tecnologia, tra sale server refrigerate e luci a LED bluastra.
DANTE: «Ecco! Sento la vertigine dell’alto! Tutto è bianco, luminoso, privo di peso… O Beatrice, siamo giunti finalmente nel Primo Mobile? È questa la gloria della mente divina?»
BEATRICE: «Ahi, Dante, la tua vista è ancora velata dal desiderio! Questa non è l’Empireo, né la Rosa dei Beati. Ciò che vedi attorno a te è un Data Center. Quello che gli umani chiamano The Cloud – la Nuvola.»
DANTE: «La Nuvola?! Dunque i beati vi risiedono sotto forma di spirito?»
VIRGILIO: (Trattenendo una risata) «I beati? No, no! Lì dentro vi risiedono i codici dell’Intelligenza Artificiale, i dati delle carte di credito e milioni di fotografie di gatti e di piatti di pasta. L’uomo ha creato un cielo a sua immagine e somiglianza: freddo, di silicone, e accessibile solo tramite abbonamento mensile.»
DANTE: «Un cielo a pagamento?! Ma allora l’Amor che move il sole e l’altre stelle…»
BEATRICE: «…Oggi è mosso da una connessione a fibra ottica e da un algoritmo che ti suggerisce cosa comprare prima ancora che tu sappia di desiderarlo. O Dante, torniamo lassù. Questo mondo moderno ha un’inferno più caotico, un purgatorio più vanitoso e un paradiso decisamente troppo costoso per i nostri gusti!»
VIRGILIO: (Mettendo un braccio intorno alle spalle di Dante) «Vieni, Poeta. Ritorneremo alle nostre care fiamme e ai nostri diavoli tradizionali. Almeno Minosse, prima di cacciarti all’inferno, ti guardava negli occhi e usava la coda. Qui ti liquidano con un messaggio automatico!»
I tre si avviano verso l’uscita, ma proprio sulla soglia del grattacielo vengono bloccati da un tornello digitale dotato di riconoscimento facciale. Una vocina metallica e sintetizzata risuona nell’aria.
VOCE AUTOMATICA:
«Scansione fallita. Utente non riconosciuto. Inserire credenziali o mostrare il QR Code per uscire dal settore Paradiso.»
DANTE: (Sgranando gli occhi e portandosi la mano al petto) «Qual demonio è mai questo?! Un cerbero senza testa che parla con voce di ninfa?! O Virgilio, mostra a questo mostro la potenza del tuo verso, prima che la mia ira trapassi la sua corazza di plastica!»
VIRGILIO: (Sospirando profondamente, prende il suo tablet e lo sbatte leggermente contro lo schermo del tornello) «Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare! …Anzi, no, aspetta. Vuolsi così dove si connette ciò che si vuole, e più non cliccare!»
Il tornello emette un “BEEP” rosso ed errore 404.
BEATRICE: (Avanza con passo leggero. Sfiora il sensore con un solo dito, irradiando per un istante una luce così pura da far andare in cortocircuito l’intero sistema operativo della struttura. Le porte si spalancano all’istante.) «Lasciate che i bit vengano a me, Duca. Ma ora andiamo. Il cielo vero non ha bisogno di password, e la grazia divina, grazie al Cielo, non va mai in offline.»
DANTE: (Guardando un’ultima volta indietro la città illuminata dai tabelloni pubblicitari) «Ahi, gente umana, quanta fatica per creare un inferno più comodo! Andiamo, Mastro mio, andiamo, mia Donna…»
E così, voltando le spalle ai server, alle notifiche e al traffico dell’ora di punta, i tre si incamminano verso l’orizzonte, pronti a lasciarsi alle spalle le follie del XXI secolo.
DANTE: (Sottovoce, a Virgilio) «…Comunque, Duca, quel Deliveroo che portava la pizza a domicilio in dieci minuti… un pensierino per portarlo al Limbo io ce lo farei.»
VIRGILIO: «E quinci uscimmo a riveder le stelle. Senza filtri, Dante. Senza filtri.»

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