Immagina la scena: ti svegli una mattina, allunghi la mano verso il comodino per spegnere l’allarme dello smartphone (o per controllare le notifiche prima ancora di aprire il secondo occhio) e… spazio profondo. Niente WhatsApp, niente Instagram, niente email di lavoro che ti ricordano quanto sia bello essere vivi.
Inizialmente pensi al classico riavvio del router. Poi capisci che il problema non è la tua connessione aziendale: il Web è morto. Tutti quei tubi e cavi in fibra ottica grandi come tronchi d’albero, adagiati sul fondo degli oceani a fare il solletico alle balene e a subire i morsi degli squali, hanno smesso di trasmettere dati. zero bit, zero byte.
Ecco cosa succederebbe davvero, social a parte (e anche un po’ con i social).
Le prime 24 ore: l’apocalisse dei gesti quotidiani
La trappola dei pagamenti: Addio bancomat, addio carte di credito, addio Satispay. Il contante torna istantaneamente Re Supremo. Chi ha tenuto 50 euro nascosti dentro la fodera del divano diventa improvvisamente il più ricco del quartiere. Le casse dei supermercati bloccano tutto perché il POS non risponde, generando file kafkiane di persone con carrelli pieni di pasta e scatolame.
Smart working? No, “dumb working”: Milioni di persone si collegano a Teams o Slack per scoprire che… non ci sono. Per circa tre ore c’è una gioia sommessa e diffusa per l’annullamento delle riunioni aziendali. Poi subentra il panico: le aziende non possono accedere ai dati in cloud. Cartelle, fogli Excel, contratti: tutto volatilizzato oltre le nubi.
“Scusa, dove si trova via Roma?”: I navigatori satellitari delle auto continuano a vedere i satelliti GPS, ma senza la rete per caricare le mappe… stai guardando un punto blu su uno schermo nero. Le persone riscoprono le cartine stradali di carta piegate male nel vano portaoggetti dell’auto, scatenando litigi familiari d’altri tempi sulla direzione da prendere.
La grande crisi dell’hardware moderno
Pensiamo sempre a Internet come a un “luogo dove guardare video”, ma in realtà è la spina dorsale di quasi tutto ciò che ha un microchip:
Le navi container e i tir si fermano perché i sistemi gestionali non sanno cosa c’è nei container né dove deve andare la merce. Gli aerei restano a terra per la gestione dei piani di volo e delle prenotazioni.
Le centrali elettriche funzionano ancora, ma la distribuzione intelligente (Smart Grids) va in tilt. Senza controllo remoto, si rischiano blackout a catena per mancanza di bilanciamento della rete.
Le borse mondiali congelano le operazioni. Il sistema SWIFT per i bonifici internazionali crolla. La finanza globale regredisce all’era del registro cartaceo con la penna stilografica.
Il tuo frigorifero “smart” smette di ricordarti che manca il latte e le tue lampadine connesse decidono di rimanere bloccate su una luce viola fissa stile discoteca anni ’80.
E i social network? (Spoiler: la parte più divertente)
Se la società moderna rischia il collasso strutturale, sul piano umano assisteremmo a fenomeni sociologici esilaranti:
L’effetto astinenza: Migliaia di persone vagheranno per strada fotografando il proprio piatto di pasta e mostrandolo ai passanti per chiedere se “mettono un Like”.
L’esperimento Tik Tok: Milioni di ragazzi scopriranno che il loro corpo può muoversi anche senza una musica di sottofondo in loop di 15 secondi.
L’odio a chilometro zero: Senza la sezione commenti di Facebook, gli odiatori da tastiera saranno costretti a uscire sul balcone e urlare le proprie opinioni sul meteo o sui vicini direttamente dalla finestra.
Ritorno al cartaceo: I giornali di carta vanno a ruba. Le enciclopedie vendute a rate negli anni ’90 e dimenticate in soffitta vengono ritrovare e venerate come reliquie sacre.
Come finisce la storia?
Dopo il panico iniziale, l’umanità farebbe quello che ha sempre fatto nei millenni: adattarsi.
Si tornerebbe a parlare con il vicino di casa per sapere che tempo fa, si userebbero di nuovo i telefoni fissi (quelli con il cavo di rame, gli unici sopravvissuti), si riscoprirebbe il valore di memorizzare i numeri di telefono a memoria e le cabine telefoniche verrebbero ricostruite a tempo di record.
In fondo, i cavi sottomarini che collegano i continenti sono la nostra modernissima Babele. Se dovessero spegnersi per sempre, riscopriremmo che il mondo esisteva anche prima del wi-fi — solo che dovremmo fare i conti con un piccolo dettaglio sgradevole: le foto dei gattini bisognerebbe scambiarsele di persona.

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