Benvenuti al refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano. Dimenticate i pii affreschi medievali dove i santi se ne stanno dritti con l’aureola di metallo a fare la figura dei cartonati. Leonardo da Vinci, uomo di scienza, vegetarianismo e totale insofferenza per le gerarchie ecclesiastiche, vi propone il primo vero thriller psicologico della storia dell’arte. L’ Ultima Cena.
Dettagli di regia che la Fede preferisce sorvolare:
La Tavolata Monofacciale: 13 persone sedute solo da un lato. Strategia brillante per la visibilità, un incubo ergonomico per la conversazione. Prova evidente che l’evento era stato organizzato pensando più alla copertura mediatica che al comfort dei commensali.
Il Menù del Rinascimento: Niente pane azzimo rigido o agnello pasquale. Leonardo serve pesce alla griglia servito con fettine di limone. Una scelta gourmet che farebbe bocciare il cenacolo a qualsiasi esame di filologia ebraica del I secolo, ma perfettamente in linea con i gusti della corte di Ludovico il Moro.
Le Aureole Scomparse: Leonardo le abolisce. Nessun cerchio dorato sopra le teste. Per il Maestro, la santità è un concetto astratto; gli uomini, anche quelli destinati ai santini, sudano, dubitano e cercano di scagionarsi.
La Macchia di Sale: Giuda rovescia il sale col gomito. Oggi è una superstizione da pianerottolo; nel ‘400 era la prova regina per dire: “Ecco, il tipo è un disastro coordinativo oltre che un Giuda”.
Il Dramma in Un Atto: “Uno di voi…”
Ambientazione: Gerusalemme (ma con catering milanese). Una tavola lunga. Una tovaglia stirata di fresco. Luce idilliaca sullo sfondo.
GESÙ (Con le braccia aperte sul tavolo, lo sguardo fisso sul piatto, voce calma e glaciale) «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà.»
ANDREA (Alzando le mani a palmi aperti, visibilmente allarmato) «Aspetta, aspetta, Gesù. In che senso “uno di noi”? Abbiamo fatto la riunione di allineamento stamattina! Ho la spunta verde su tutti i task!»
BARTOLOMEO (Sbalzato in piedi all’estrema sinistra, appoggiandosi sui palmi) «Io l’avevo detto che dovevamo firmare un accordo di riservatezza! Ma no, “fidiamoci”, dicevate. “Siamo un gruppo affiatato”, dicevate!»
GIUDA ISCARIOTA (Ritraendosi verso l’ombra, mentre con la destra stringe un sacchetto che fa rumore di metallo e col gomito abbatte la saliera) «Ma stiamo parlando di tradimento vero o di… una consulenza esterna retribuita? Perché c’è una differenza fiscale enorme, eh. E comunque il sale era posizionato male.»
PIETRO (Paonazzo, si sporge da dietro Giuda impugnando un coltello da pane alla schiena, sussurrando rabbioso all’orecchio di Giovanni) «Giovanni. Tu che gli siedi accanto e fai il verso al discepolo amato: chiedigli chi è. E dimmi se devo usare questa lama per tagliare il pesce o per fare un po’ di chirurgia preventiva a chi penso io.»
GIOVANNI (Con i lineamenti androgini, gli occhi socchiusi, reclinato con grazia) «Pietro, ti prego, abbassa quella lama e non rovinare l’estetica del gruppo. E poi guarda la mia acconciatura: ti sembra il momento di creare scompiglio? Tra cinque secoli qualcuno scriverà un romanzo dicendo che sono Maria Maddalena solo perché non ho la barba incolta come voi.»
GIACOMO MAGGIORE (Spalancando le braccia al centro della scena, scandalizzato) «Ma è inconcepibile! Chi può essere stato? Abbiamo una reputazione! Il brand “Apostoli” subirà un danno d’immagine devastante!»
TOMMASO (Spuntando da dietro Giacomo, puntando l’indice al cielo con aria da avvocato cavilloso) «Un momento. Chiariamo la semantica. Per “tradire” intendiamo un atto deliberato o un semplice vuoto di memoria sotto interrogatorio? Perché io, finché non vedo le prove documentali, sospendo il giudizio.»
FILIPPO (Portandosi le mani al petto, sul punto di un attacco di panico) «Signore, ti prego, dimmi che non sono io! Lo sai che soffro di ansia da prestazione e sindrome dell’impostore! Non sarei capace di gestire una soffia del genere!»
MATTEO (All’estrema destra, girandosi verso Simone con aria da opinionista politico) «Te l’avevo detto, Simone. È la classica crisi di governance. Quando affidi la cassa a un solo elemento senza audit esterni, questo è il risultato.»
GIUDA TADDEO (Controllando le reazioni degli altri) «La gestione della comunicazione è stata un disastro. Dovevamo lanciare la notizia con un comunicato stampa venerdì a tarda sera, non durante la cena.»
SIMONE IL CANANEO (Allargando le mani con rassegnazione professionale) «Signori, per favore, un po’ di decoro. Ci sono i restauratori del futuro che ci guardano. Comunque vada, cerchiamo di uscire da questa storia almeno con un profilo teologico accettabile.»
GESÙ (Sospira, guardando il calice trasparente con il vino annacquato) «Dodici scelti a mano in tutta la Giudea. E non sono nemmeno riuscito a trovarne uno che sapesse reggere una notizia senza trasformarla in un’assemblea condominiale.»
(Prende un pezzo di pane)

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